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:: AFFARI ITALIANI ::

ISTIGATORI DI RAZZISMO

 

Venerdì mattina, Milano, ore 9, circonvallazione, viale Jenner. Traffico, tanto, più del solito. Perché? Dopo mezz’ora di coda io, come altre migliaia di lavoratori, scopro il motivo. 1000, 2000, forse anche 3000 persone occupano marciapiedi, aiuole, quasi tutta la sede stradale. Pregano. Hanno tappeti e pezzi di moquette sistemati ovunque, si sono tolti le scarpe, hanno megaaltoparlantida concerto attaccati ai pali che diffondono arabo ad altissimo volume. Le macchine procedono a passo d’uomo lungo una sola corsia, i vigili osservano, alcuni milanesi si affacciano alle finestre increduli, i passeggeri degli autobus spalancano tanto d’occhi, lavoratori e camionisti si incazzano. Ma questi sono lì, in mezzo alla strada: è la fine del Ramadan, così mi dicono dopo un po’. Tanto piacere, peccato che a Milano ci siano tante persone che stanno cercando di lavorare. A Milano ma non solo, perché da Radio Padania sento testimonianze di uguali incredibili situazioni a Brescia, Bergamo e in tante altre città del Nord. Con chi me la devo prendere a questo punto? Con questi islamici che fanno quello che vogliono, dove vogliono e quando vogliono? No, me la prendo con chi permette loro di fare questo. Con chi tollera moschee e scuole arabe, con chi concede loro pezzi di città per pregare in mezzo alla circonvallazione.Caro prefetto, rappresentante del Governo di questa repubblica delle banane a Milano, razzisti non siamo ma razzisti ci faranno diventare viale Jenner, chinatown, campi nomadi: tempo pochi mesi e il bubbone scoppierà. E la coscienza di chi doveva fare ma non ha fatto sarà chiamata a risponderne.

12 ottobre 2007

Matteo Salvini

 


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