:: IL GIORNO ::
Articolo di risposta sui "fatti di Opera"
Caro Dott. Bosia,Le scrivo poche righe perché mi ha sconcertato l’articolo, nei toni e nei contenuti, che sui “fatti di Opera” ha scritto oggi la Vostra Marinella Rossi.Più che un articolo, una accusa ed una condanna a priori nei confronti sia di chi a Opera ha protestato contro il campo nomadi, sia dell’intera città.Premetto che al presidio di Opera ho a più riprese partecipato anche io e vi ho trovato gente tranquilla, ferma e determinata ma pacifica, con molti presenti ben oltre i 70 anni.Proprio per questo leggere nell’articolo di una città, e uso le testuali parole, “omertosa”, protagonista di una “caccia al rom”, “inospitale” sede di un “ignobile picchetto che ha martellato i rom” fino a collocarla “per intolleranza sulle rive del Mississipi”, mi ha sconcertato.A proposito poi dei due consiglieri comunali incredibilmente indagati per “istigazione a delinquere”, la giornalista ha già sentenziato che “una volta individuati gli incendiari, l’eventuale concorso morale dei due consiglieri comunali potrebbe essere un fatto quasi (?) automatico”.Non manca il finale col botto, visto che nell’articolo ci si compiace del fatto che “visto che il P.M. (che coordina l’inchiesta) è uno di quelli più esperti in indagini sulla criminalità organizzata e sul crimine mafioso, ci sarebbe da giurare che l’efficacia dell’omertà operese potrebbe avere giorni, forse settimane contate”.Che dire?Ovvia da parte mia la più ferma condanna nei confronti di quei pochi, pochissimi, che a Opera hanno incendiato i tendoni dell’ex campo nomadi. La Lega da vent’anni combatte le sue battaglie con le idee, mai in una sola occasione con un gesto di violenza né diretto, né sollecitato.Altrettanto ovvio però, mi permetta, lo stupore per la criminalizzazione e la condanna di una intera città.
Matteo Salvini
11 giugno 2007 |