:: AFFARI ITALIANI ::
A roma perchè?
Quanti milanesi e lombardi saranno in piazza domani a Roma. Tanti. Ma ancora troppo pochi.Troppo pochi visti i numeri che li riguardano e i soldi che escono dalle loro tasche.Faccio solo un esempio, la sanità.I Milanesi e i lombardi si lamentano per il ticket sanitario, mugugnano ma pagano (eccezion fatta per i clandestini). Forse però non sanno che pagano per mantenere, e dico mantenere, gli ospedali e i malati di altre regioni.Forse non sanno che tre sole regioni italiane, nel solo 2005, hanno accumulato un buco, o meglio una voragine, di 3,5 miliardi di euro, 7 mila miliardi di lire. Solo tre regioni , Lazio, Campania e Sicilia. Complimenti.Buco pagato ovviamente da quelle regioni che hanno i conti sanitari in attivo in testa alle quali ovviamente la Lombardia.Nonostante questo però i lombardi saranno cornuti e mazziati: la finanziaria di Prodi infatti, tagliando 4 miliardi di euro alle regioni e tre miliardi di euro ai comuni punisce tutti, buoni e cattivi, risparmiatori e spendaccioni.Si pensi che in Italia solo un comune su due nel 2006 rispetterà il patto di stabilità (Milano ovviamente tra questi), avrà cioè i conti a posto: questi comuni virtuosi però verranno trattati, e tassati, come chi invece ha speso più di quello che doveva.Mi sembrano dei buoni motivi perché domani i milanesi e i lombardi facciano sentire la loro voce a Roma.Qualcuno di loro, soprattutto qualche leghista, ha espresso i suoi dubbi.Perché andare a Roma al fianco di un Fini ormai politicamente “convertito” all’Islam, sostenitore del Corano nelle scuole e del velo islamico? Oppure andare insieme ad un Alemanno che vuole chiudere Malpensa e si occupa solo di mantenere i privilegi del pubblico impiego più numeroso d’Europa? Perché marciare al fianco di un partito, Forza Italia, che ha votato l’indulto e vuole la Turchia in Europa?Domande legittime per carità, fondate, ma adesso la priorità è un’altra: licenziareProdi e la sua banda prima che i disastri ci facciano insanabili. Solo dopo, recuperata un minimo di normalità, la Lega e il nord sapranno che strada prendere.E probabilmente quella strada non passerà per Roma.
Matteo Salvini
1 dicembre 2006