:: AFFARI ITALIANI :: Pensioni nuove, fregatura vecchia
Leggo che a Roma sindacati e governo, o almeno un pezzo di governo, hanno trovato la quadra per le "nuove pensioni".
Ancora non si capisce chi pagherà quei 10 miliardi di euro che questa novità comporta, anche se temo di sapere che a pagare saranno i soliti. E se i soliti sono anche gli unici che hanno i conti pensionistici in attivo allora l'incazzatura aumenta. Parlo della Lombardia e del Veneto, e parlo con i numeri.
Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato e del Ministero dell'Economia, solo due regioni in Italia hanno conti pensionistici positivi, ovvero in queste due regioni i lavoratori ogni mese versano più contributi rispetto al totale delle pensioni erogate.
Stiamo parlando, e non occorreva un mago a capirlo, di Lombardia e Veneto.
Secondo i dati dello Stato italiano infatti in Lombardia, fatti 100 i contributi pagati ogni mese dai lavoratori, si versano mensilmente 27 euro, e se ne pagano in pensioni 24: +3, a cui si va ad aggiungere il +1 del Veneto. Peccato poi che tutte le altre regioni tutte messe insieme totalizzino un -30 visto che spendono e spandono più o meno legalmente. Avete letto bene, se il bilancio statale pensionistico fosse regionalizzato, già da domani mattina Lombardia e Veneto non solo non dovrebbero tagliare le pensioni o alzare l'età pensionabile, ma avrebbero addirittura i soldi per aumentarle queste pensioni.
Ma così come in tantissimi altri campi l'oculatezza, il sacrificio ed il risparmio del nord non solo non sono premiati, ma anzi sono puniti .
Non so se Bertinotti, Diliberto, Prodi e la Bonino si metteranno d'accordo, ma so per certo che anche in questo caso a rimetterci saranno i lavoratori, e soprattutto i giovani che in pensione chissà mai se ci andranno, del nord.
Buon weekend, anche se sono sempre più incazzato.
20 luglio 2007
Matteo Salvini