:: AFFARI ITALIANI ::
Questione nomadi, quanto razzismo!
Quando si parla di nomadi, o meglio di ex nomadi visto che è gente che è a Milano anche da venti anni, non c’è una distinzione fra destra e sinistra, fra buoni e cattivi, ma fra terrestri e marziani, fra gente che vive a Milano e gente che pensa di stare su Marte.Molti, sia a sinistra che purtroppo anche nel presunto centrodestra milanese, dicono che “bisogna aiutarli, bisogna inserirli, bisogna accoglierli, bisogna dargli un tetto, bisogna trovargli un lavoro, bisogna mandare i loro bimbi a scuola, bisogna aiutarli a non rubare”.Ma la maggioranza di questi ex nomadi vuole davvero tutto questo?Che cosa ha fatto e fa per meritarsi le attenzioni, ma soprattutto i soldi dei milanesi?Solo a Milano si contano almeno 5.000 presenze di ex nomadi, di cui solo 1.500 “regolari”, per un costo per il contribuente di almeno 10 miliardi di lire all’anno.Cosa ci da in cambio questa gente? E soprattutto cosa ci prende? Come ce lo prende?Ma i “marziani” tirano dritto, accusano chi pone queste domande di razzismo e grazie a qualche magistrato compiacente arrivano pure ad indagare chi ha l’unico torto di dire, pacificamente e democraticamente, basta a questa vergogna.Questi “marziani” inoltre non girano neanche per l’Europa, altrimenti saprebbero che i “campi nomadi” sono un’esclusiva italiana, che non esistono in nessun altro paese d’Europa. Aree di sosta si, aree di transito dove chi vuole vivere spostandosi per il mondo può fermarsi e dopo un mese ripartire, si, ma non baraccopoli.Eppure i “marziani” accusano, minacciano, indagano.Anche se non ho mai incontrato in 33 anni di vita una sola persona, elettore di qualsiasi partito, che smaniasse dalla voglia di avere un bel campo nomadi proprio sotto casa sua.Forse solo così tornerebbero con i piedi per terra.
Matteo Salvini
2 marzo 2007