back

 

:: AFFARI ITALIANI ::

San Siro chiuso una presa in giro

Quanta ipocrisia e quante vuote parole in questi giorni dopo l’omicidio di Catania. Tutti a parlare di leggi speciali, stadi chiusi e pene severe quando si sa benissimo che la ricetta per restituire il calcio agli sportivi è purtroppo molto semplice: far rispettare le leggi normali che già esistono.Invece di blaterare di divieto di ingresso allo stadio con striscioni e bandiere, di impedire le trasferte ai tifosi e di additare come colpevoli dei mali del mondo i cosiddetti ultras, che almeno questa gente da “legge speciale” fosse coerente: fermiamo il calcio, tutto il calcio, senza deroghe né eccezioni.Troppo facile cavarsela dicendo che gli ultras sono tutti delinquenti: anche in loro, come in tutte le categorie sociali, è presente una buona dose di imbecilli. Ma la stragrande maggioranza del tifo è solo sana passione, magari qualche coro sopra le righe, ma solo sana passione.Una partita senza tifosi non è una partita. Uno stadio senza striscioni né bandiere non è uno stadio. Che senso ha giocare domenica in un San Siro fantasma? I soliti compromessi all’italiana. Si sa bene che lo stadio di Milano è uno dei più sicuri, confortevoli e all’avanguardia non solo in Italia ma in tutta Europa.Però viene anch’esso sacrificato sull’altare dell’ipocrisia a buon mercato. Sono curioso di vedere cosa rimarrà di tutte queste parole fra tre o quattro mesi. Sicuramente molte coscienze, di politici, giornalisti e presidenti di società sportive, rimarranno sporche, ma le casse dei Club e dello Stato torneranno a rimpinguarsi. L’unica vittima, oltre al povero Ispettore Raciti, sarà quella “bestia” del povero tifoso da molti giudicato malato e delinquente che assiste sbigottito a questo valzer dell’ipocrisia.

Matteo Salvini

9 febbraio 2007

è vietata la riproduzione anche parziale del sito www.matteosalvini.com