:: AFFARI ITALIANI :: Siamo in troppi!
Sarà una cosa politicamente scorretta da dire, ma i fatti degli ultimi mesi, e soprattutto i numeri, evidenziano una scomoda realtà: a Milano ed in Lombardia siamo in troppi.Non è un problema di razze, di religioni o di colori, ma i numeri dicono che la densità degli abitanti in Lombardia è quasi tripla rispetto ai vicini francesi e tedeschi, per non parlare poi delle realtà felici e numericamente contenute come quelle svizzere e austriache.Non c’è dialogo possibile o integrazione possibile quando le popolazioni immigrate arrivano a raggiungere ed in alcuni casi a superare quelle residenti e questo ormai non accade solo a chinatown, ma in tanti quartieri di Milano, in tante case popolari, negli asili e nelle scuole elementari. E’ poi ovvio e naturale che questa gente, quando da minoranza diventa maggiorana, cerchi di imporre con le buone o con le cattive le sue tradizioni, i suoi modi di vivere, ma soprattutto le sue leggi, che spesso e volentieri non coincidono con quelle italiane.Questioni di numeri dicevamo, anche per quanto riguarda i problemi legati al traffico e all’inquinamento, non solo alla criminalità. Più immigrati significa più case da costruire, più auto che circolano, più scuole, in una parola più cemento. Significano più spese e ovviamente meno risorse a disposizione degli italiani, soprattutto quelli più poveri e vi posso assicurare che ce ne sono tanti.
Se procedesse in Parlamento la folla legge dei Ministri Amato e Ferrero che, sostituendo la Bossi-Fini spalancherebbe le porte dell’Italia a milioni di altri immigrati per Milano e per la Lombardia sarebbe il disastro.Già oggi nella nostra regione vivono, lavorano e consumano più di 9 milioni di abitanti, più dell’intera Svezia e quasi quanto il Belgio. Dove metteremo i nuovi arrivati? Nuovi arrivati che inevitabilmente tenderanno a rinchiudersi nelle loro comunità e invece di avere una chinatown entro dieci anni rischieremo di avere centinaia di ghetti pronti alla rivolta. I fatti di Milano lo stanno a sottolineare e, lo ripeto, è una questione di numeri.Non a caso nel quartiere Sarpi fino a dieci anni fa la convivenza era possibile perché i numeri erano ben diversi perché quella era ancora una parte di Milano che ospitava una minoranza di stranieri. Oggi sono gli stranieri ad ospitare una minoranza di milanesi e lo fanno molto malvolentieri.Siamo in troppi. Lombardo avvisato mezzo salvato.
Matteo Salvini13 aprile 2007 |