:: AFFARI ITALIANI ::
Traffico
Domenica 9 milioni di lombardi rimangono a piedi, ma ha un senso tutto ciò?Mi sembra che le “politiche antismog” portate avanti dalla Regione e dal Comune soffrano di schizofrenia e mancanza di coraggio, accontentandosi di un inutile domenica a piedi ogni tanto senza affrontare il problema alla radice.A costo di procurare il malcontento di qualcuno, ma sicuro di avere l’approvazione dei tanti che alla salute fisica e psichica ci tengono, torno a lanciare un appello al Sindaco Moratti e al Presidente Formigoni.Si chiuda dal primo marzo e definitivamente il centro di Milano al traffico privato, perché non solo le persone ma anche la storia e i monumenti della nostra Milano non meritano di morire di traffico e di smog.Si abbia il coraggio, in attesa che le nuove metropolitane e la nuova rete ferroviaria portino Milano a livelli europei, di arginare il traffico privato, proponendo da subito le targhe alterne.Sappiamo benissimo che non sarebbe la soluzione del problema, ma il solo risultato di togliere dalle strade di Milano 300 mila macchine al giorno restituirebbe alla città spazio, salute e tranquillità.Ricordo infatti che Milano con una superficie molto ridotta affronta quotidianamente l’assalto di oltre 1.200.000 autovetture, l’80% delle quali con una sola persona a bordo. A fronte di un risultato positivo in termini di salute e di maggior velocità sia per le auto che per i mezzi pubblici sono sicuro che i milanesi e i lombardi che vengono a Milano per lavoro saprebbero in breve tempo organizzarsi per raggiungere la città in due o tre per macchina oppure con dei mezzi pubblici finalmente più veloci. Il resto è aria, aria che puzza.Martedì in Consiglio Comunale ascolteremo il Sindaco e quello che proporrà alla città per affrontare il problema traffico e smog e come Lega Nord chiederemo appunto più coraggio fin da subito.Magari scontentando qualcuno, ma sicuramente accontentando le migliaia di milanesi, automobilisti e non, che ogni giorno respirano quelle che respirano e passano in macchina ore e ore del loro tempo.
Matteo Salvini
26 gennaio 2007